Il Tatuatore sexy

Sono le cinque di mattina, ma la cucina è già illuminata dai primi raggi di sole. Mi sono alzata presto. Mio marito e mio figlio partiranno tra poco per un camp estivo di tre giorni organizzato dalla scuola, che li porterà in montagna, verso le dolomiti. Sono mesi che ne parlano, che mio marito organizza la cosa. E’ stato tra i promotori di questa esperienza, e il suo passato nei boy scout ne ha fatto il naturale leader.

La scuola ha approvato in pieno tutte le sue scelte, e gli ha fornito tutta l’assistenza possibile, ben felice di avere una persona che si occupasse di ogni aspetto dell’iniziativa. Mio figlio è eccitatissimo dall’idea, ed è stato difficile farlo andare a letto, e ancora di più farlo addormentare. A otto anni è impossibile non essere in preda alla frenesia per cose come questa.

Ci sono ancora alcune cose da fare, alcuni particolari che gli uomini non prendono mai in considerazione, ma che comunque sono necessari per una avventura come quella. E’ tutto organizzato, d’accordo, ma è sempre meglio essere previdenti, e per queste cose una donna è sicuramente più adatta. Dopo aver controllato un’ultima volta il contenuto degli zaini, ed averlo giudicato soddisfacente, mi sul divano, sorseggiando il primo caffè della giornata.

Fino a qualche mese fa, questa partenza non mi avrebbe causato tutta l’apprensione che invece sento dentro di me. Sono felice di vedere quanto mio figlio è contento , e quanto mio marito si diverte, ma da un pò di tempo le cose sono cambiate, e una strana inquietudine si manifesta sempre più spesso. Poso lo sguardo sul tatuaggio che orna il mio piede destro, una rosa e uno stiletto, disegnati con cura, che lo rendono ancora più erotico ed eccitante. Sono sempre stata consapevole di essere una donna molto sexy. Indosso sempre scarpe con tacchi alti, prevalentemente a spillo, ed amo mettermi in mostra, per il piacere degli uomini che mi circondano. Ma fino a poco tempo fa, tutto finiva li.

Era un gioco, divertente ed eccitante, che conducevo senza problemi. Fino a due mesi fa. Fino all’incontro con Dean, il tatuatore. Mi ero recata nel suo studio, ed aveva preso appuntamento per un mercoledì, lo ricordavo bene. Lui mi aveva fatto vedere un libro con una serie di tatuaggi, e avevo scelto quello che più mi piaceva. Poi gli avevo mostrato dove lo volevo, e ci eravamo accordati su tutto. Sulla posizione, sulla grandezza, sul prezzo. Mentre lui mi sfilava la scarpa e mi accarezzava il piede, per valutare il lavoro, avevo provato un brivido, sottile ed intenso, che ebbe il potere di eccitarmi.

Tornando a casa ripensavo all’accaduto, minimizzandolo e giustificandolo come una banale esperienza. Eppure il giorno dopo, andando all’appuntamento, non riuscivo a togliermi di mente quella sensazione. Ero turbata, ed eccitata. Avevo anche pensato di tornare a casa, e di lasciare perdere il tutto, salvo poi convincermi che non era il caso. Semplicemente ero eccitata all’idea di un tatuaggio da esibire. Sarebbe stata una sorpresa per tutti quelli che mi conoscevano.

Arrivai in anticipo, e Dean mi fece accomodare nella sala d’aspetto. Mentre lui terminava il lavoro su un ragazzo, io trascorsi il tempo sfogliando riviste di tatuaggi, senza guardarle. Poi, finalmente venne il mio turno. Lui mi fece accomodare sul lettino, e si sedette sullo sgabello accanto a me. Mi ero vestita in modo sobrio ed elegante, una gonna che arrivava poco sopra il ginocchio, ed un leggero maglioncino di cachemire color perla. Solo sulle scarpe non avevo avuto dubbi.

Avevo optato per un elegante paio di Chanel grigie, con 12 centimetri di tacco. Dean le sfilò, accarezzando delicatamente il piede sul quale si accingeva a lavorare, e io provai di nuovo quell’eccitazione particolare ed intensa. L’uomo se ne accorse, e mi fissò negli occhi. Ripensando successivamente a quel momento, mi dissi che avrei dovuto distogliere lo sguardo, e parlargli di ciò che si apprestava a fare. Ma non lo feci, e lui ricambiò lo sguardo in silenzio.

Ero sempre più eccitata ed incapace di trattenermi. Lui si alzò. Andò di la, chiuse la porta di entrata e mise il cartello che comunicava la temporanea chiusura. Quando tornò, io ero nella stessa posizione nella quale mi aveva lasciata. Mi sollevò la gonna, scoprendo l’elegante slip di pizzo grigio che impreziosiva il mio ventre sodo e piatto. Con un movimento elegante e deciso lo sfilò, scoprendo il mio sesso, roseo e perfettamente depilato. Lo lasciai fare, incapace di reagire a quello che stava accadendo. Lo vidi sfilarsi i pantaloni, togliersi a sua volta lo slip. Poi senti il suo membro appoggiarsi alle labbra del mio sesso , lo sentìi mentre lo allargava e cercava la strada dentro di me. Mi penetrò con un colpo solo, entrando prepotentemente in me, e strappandomi un gemito.

Lo accolsi senza opporre alcuna resistenza. Quando fu completamente dentro di me, Dean terminò di spogliarmi: mi sfilò il maglioncino ed il reggiseno, stringendo con le mani le morbide rotondità messe a nudo. Iniziò a scoparmi, dapprima lentamente, poi sempre più forte. Con vigorosi colpi di reni, affondava nel mio sesso, fradicio di umori, facendomi gemere, impossessandosi completamente del mio corpo. Dopo un momento di completo abbandono iniziai a rispondere ai colpi del maschio. Strinsi le gambe sulla sua schiena, serrandolo come in una morsa, e spinsi il bacino incontro al suo sesso, donandogli tutta me stessa. Lui cercò mi cercò avidamente le labbra, esplorando con la lingua la mia bocca, succhiando la mia saliva.

Quando i suoi affondi si fecero più frenetici, capii che l’orgasmo era vicino. Mi aprìi ancora di più ai suoi affondi , lasciandolo libero di riversare dentro il mio sesso bollente tutto il piacere accumulato. Lunghi spruzzi di sperma allagarono la mia femminilità spingendomi sull’orlo dell’orgasmo. Li sentii colpire le pareti del mio sesso, spargendosi dentro di me. Dean si trattenne a lungo dentro di me, fino a quando i battiti del cuore e la respirazione tornarono normali. Poi uscì da quella fornace bollente, con il membro ancora duro. Mentre lo sperma colava lentamente, formando una pozza sulla carta che ricopriva il lettino, mi accarezzò dolcemente il clitoride, stringendolo poi con violenza tra indice e pollice. Raggiunsi finalmente l’orgasmo, cercando la sua bocca, e gridando dentro di essa tutto il mio piacere.

Quando ritrovai un minimo di auto controllo, lo vidi alzarsi e dirigersi verso il bagno. Al suo ritorno, ero ancora distesa, con le gambe divaricate ed il sesso arrossato ancora gocciolante. Lui mi baciò delicatamente sulle labbra. Vuoi ancora che ti faccia il tatuaggio ? – mi chiese. Erano le prime parole che pronunciava, da quando la passione ci aveva travolti. Io annuii con il capo, e lui, dopo aver preso gli strumenti necessari, iniziò il suo lavoro.

Mentre lo guardavo lavorare, pensavo all’assurdità di quella situazione. Dean mi stava tatuando, lavorando con calma, mentre io ero ancora nuda, con il suo sperma che si muoveva dentro il mio sesso. Terminò in un’ora, poi mi disse di rivestirmi. Mi infilai lo slip, senza lavarmi, ma lasciando che il seme dell’uomo lo macchiasse. Poi finii di vestirmi, e mi avviai verso la toilette per darmi una sistemata. Lo specchio mi rimandò l’immagine di una donna nella quale a stento mi riconoscevo. I capelli arruffati, il volto ancora arrossato, e gli occhi umidi per il piacere provato. Mi sciacquai il viso con l’acqua fredda, e mi sistemai il trucco. Quando mi parve di essere di nuovo presentabile tornai di la.

Dean era ancora seduto sullo sgabello, con l’asciugamano allacciato in vita. Fumava una sigaretta tranquillamente. Non puoi indossare quelle scarpe – mi disse – Devi lasciare il piede nudo – Ho portato un paio di infradito – risposi indicando la mia borsa. Mentre l’uomo si alzava, vidi il rigonfiamento in corrispondenza del basso ventre, segno inequivocabile dell’erezione del maschio. Mi avvicinai, e feci cadere a terra l’asciugamano, mettendo in mostra il sesso di Dean, teso e duro, con il glande lucido e paonazzo. Quella visione mi eccitò nuovamente. Lui mi attirò verso se, mettendomi le mani sul capo e facendomi inginocchiare davanti a lui. Poi mi rovesciò indietro la testa, accarezzandomi il volto con il suo sesso. Quando chiusi gli occhi e socchiusi le labbra, entrò nella sua bocca.

Lo lasciai fare, come prima, limitandosi ad assecondare i movimenti del maschio, che mi stava letteralmente scopando in bocca. Dopo pochi minuti Dean, eccitatissimo, raggiunse l’orgasmo, sfilando il sesso dalla mia bocca, ed appoggiandolo sulle labbra. I densi fiotti di sperma mi rigarono il volto, spargendosi ovunque. Sulle guance, sul naso sugli occhi, fino ai capelli. Quando il membro svuotato ed esausto smise di sussultare, il mio volto ero una maschera di sperma. Dean mi prese una mano, e guidò le dita tra i rivoli di sperma, spingendolo nella bocca, guardandola mentre lo ingoiavo. Poi si rivestì. Adesso vai a casa – disse deciso. Mi pulii il viso con alcuni fazzoletti di carta, poi uscii dal negozio, senza parlare e senza voltarmi indietro.

Per strada sembrava che tutti mi guardassero, che tutti notassero le ancora evidenti tracce di sperma sul mio viso. Arrivai a casa di corsa, spogliandomi in salotto, ed entrando in bagno. La visione del mio corpo nudo, riflesso nel grande specchio mi mostrava tutta la mia sensualità. I segni del furioso amplesso a cui mi ero concessa erano ancora evidenti, ma non provavo alcun senso di colpa. Eppure avrei dovuto. Mi ero concessa completamente ad uno sconosciuto, lasciando che lui mi usasse come una puttana. Ma ciò che mi sconvolgeva di più, era che tutto questo mi era piaciuto, e che ero disposta a farlo di nuovo, anche immediatamente.

Entrai nella doccia, e sotto la dolce cascata dell’acqua tiepida, mi accarezzai il sesso, massaggiandomi delicatamente il clitoride con i polpastrelli. Quando, spingendo delicatamente, feci entrare dentro di me l’indice e il medio, come se fossero un sesso maschile, i miei sensi esplosero in un orgasmo sconvolgente, che mi lasciarono esausta e tremante, rannicchiata sul pavimento della doccia.

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